martedì 6 marzo 2012

CHARLES DARWIN

CHARLES DARWIN nacque il 12 febbraio 1809 a Shrewsbury, cittadina vicina a Birmingham.
Charles abbandonò quasi subito gli studi di medicina , forzati  dal padre, verso i quali provava scarso interesse.
L'intelligente giovane covava un acceso amore per le scienze naturali e così, quando si presentò l'occasione di prendere parte in qualità di naturalista di bordo ad un viaggio sul brigantino "Beagle", si imbarcò di corsa pur contro il volere paterno. L'esperienza del "Beagle" si rivelò fondamentale per la maturazione scientifica di Darwin. 




IL VIAGGIO SULLA BEAGLE

Durante tutta la navigazione, l'ormai ventiduenne Charles tenne un'accurata annotazione di tutte le osservazioni fatte, raccogliedo reperti fossili allora sconosciuti e circa 4000  esemplari di specie animali.

  • Il 27 dicembre 1831 il Beagle ,brigantino della regia marina inglese , parte dal porto di Devenport dove durerà 5 anni, fino al 2 ottobre 1936.
  • Dopo la tappa alle Canarie e alle Isole di Capo Verde, il Beagle raggiunge Bahia San Salvador, in Brasile.
  • La spedizione si fermò in Sud America per 3 ANNI, durante i quali inziò un esplorazione sia costiera sia interne. In Argentina e Uruguay Charles trova numerosi fossili di Mammiferi ipotizzando l'idea che le specie estinte siano le antenate delle attuali specie che polano la pampa Argentina.
  • Le isole Galapagos, raggiunte nel 1835, gli danno modo di rafforzare l'idea della discendenza delle specie quando osservò le numerose specie di fringuello ,molto simili fra loro, ma con becchi diversificati a seconda del tipo di alimentazione. Notando anche che ogni specie occupava una sola isola o piccolo gruppo di isole. Darwin ipotizzò così che un gruppo di fringuelli appartenenti ala stessa specie sia giunto nelle coste Sud Americane popolando prima un isola per poi conolizzare le altre in tempi successivi. I gruppi così separati hanno subito nel tempo modifiche che hanno consetito un miglior adattamento alle nuove condizioni ambientali, trasformandosi in specie diverse.
  •  Alla fine del 1835 la spedizione fa tappa in Nuova Zelanda per poi raggiungere l'Australia nel gennaio 1836 e dì la Tasmania, oltre alle isole Cocos. Qui raccoglie altre informazioni importanti, soppratutto nota la quasi totale assenza di vegetazione e di rettili; osserva nuove specie di insetti e di uccelli, molluschi giganti e le scogliere coralline.
  • Nel maggio del 1836 in Bealge approda sulle coste del Capo di Buona Speranza, nel Sud dell'Africa, dove Darwin nota l'abbondanza di specie erbivore come le antilopi e di elefanti, nonostante la scarsità di vegetazione. Raggiunta l'isola di S.Elena e poi di nuovo la Bahia San Salvador, la spedizione riparte per l'Inghilterra nell'agosto del 1836 per cfare ritorno in patria il 2 Ottobre 1936.

La Teoria della SELEZIONE NATURALE

Tornato in patria, Darwin dedicò più di venti anni a riordinare e interpretare i dati raccolti e a confrontarli con quelli provenienti da altre fonti. Il frutto di questo lavoro è il volume dal titolo L’origine della specie per mezzo della selezione naturale, pubblicato nel 1859.
Con la teoria evoluzionistica Darwin dimostrò che l'evoluzione è l'elemento comune, il filo conduttore della diversità della vita. Secondo una visione evolutiva della vita, i membri dello stesso gruppo si assomigliano perché si sono evoluti da un antenato comune. Secondo l'opinione di Darwin, le specie nascono mediante un processo di “discendenza con variazione”. Fatto ancora più importante, nel suo trattato sull'origine delle specie, Darwin oppose la teoria della selezione naturale per spiegare con quali meccanismi avviene l'evoluzione.

Possiamo riassumere la teoria di Darwin nei punti che seguono.

1. Gli individui di una stessa specie non sono perfettamente identici: essi posseggono una grande variabilità di caratteri, che sono in parte ereditari, cioè possono essere trasmessi alla prole.
Notiamo che Darwin, pur considerando fondamentale nella sua teoria la variabilità dei caratteri, non sapeva come questa si originava. Oggi essa viene attribuita alle mutazioni casuali del patrimonio genetico e al «rimescolamento» dei caratteri dei genitori che ha luogo attraverso la riproduzione sessuale.

2. In ogni generazione il numero dei numero di nati è di gran lunga superiore a quello degli individui che riescono a raggiungere l’età adulta e a riprodursi.
Ciò è dovuto a una dura lotta per la sopravvivenza: ogni essere vivente deve competere con gli altri per il cibo e il territorio, sfuggire ai predatori e superare le avversi-tà climatiche e le malattie.
Si attua così una riduzione drastica del numero dei viventi, che altrimenti riempirebbero ogni angolo del Pianeta.

3. Nella lotta per la sopravvivenza sono avvantaggiati gli individui che posseggono casualmente caratteristiche più adatte all’ambiente, mentre quelli che sono meno capaci a sfruttare le risorse dell’ambiente sono destinati a soccombere senza lasciare discendenza
Questo processo viene chiamato da Darwin selezione naturale. In altre parole, la se-lezione naturale favorisce la sopravvivenza dei più adatti.
Le caratteristiche vantaggiose di questi individui sono trasmesse ai loro discendenti, che quindi sopravvivono e si riproducono trasmettendole a loro volta.
Al contrario, individui con caratteristiche svantaggiose non vivono a lungo, generando perciò discendenti sempre meno numerosi e sempre più deboli. Quindi tali caratteristiche vengono a mano a mano eliminate. In questo modo l’evoluzione procede e ogni specie raggiunge un perfetto adattamento al proprio ambiente, in quanto conserva solo le caratteristiche adatte all’ambiente stesso.
Quando le variazioni casuali del patrimonio genetico sono positive, forniscono cioè un vantaggio nella lotta per la vita, sono premiate dalla selezione naturale con la sopravvivenza e la riproduzione degli individui che ne sono portatori.

4. Con il passare delle generazioni le mutazioni possono accumularsi: alla fine la specie originaria subisce un cambiamento tale da poter essere considerata una nuova specie.
Questo è uno dei principali modi con cui avviene l’origine di una nuova specie.
Un altro importante meccanismo fa sì che da una stessa specie si originino due (o più) specie diverse.
Supponiamo che una popolazione di una data specie, a causa del crearsi di barriere naturali (catene montuose, corsi d’acqua, tratti di mare), si divida in due popolazioni isolate, che non possono incrociarsi fra loro. Se queste vengono a trovarsi in condizioni ambientali differenti, imboccheranno due distinti cammini evolutivi, dando infine origine a due nuove specie.
In sintesi:
L’isolamento di due popolazioni di una stessa specie provoca l’origine di due nuove specie.

Gli individui di una popolazione sono in competizione fra loro per le risorse naturali; in questa lotta per la sopravvivenza, l'ambiente opera una selezione, detta selezione naturale. Con la selezione naturale vengono eliminati gli individui più deboli, cioè quelli che, per le loro caratteristiche sono meno adatti a sopravvivere a determinate condizioni ambientali; solo i più adatti sopravvivono e trasmettono i loro caratteri ai figli.
In sintesi, i punti principali su cui è basata la teoria evoluzionistica di Darwin sono: variabilità dei caratteri, eredità dei caratteri innati, adattamento all'ambiente, lotta per la sopravvivenza, selezione naturale ed isolamento geografico. 


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